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giovedì 4 giugno 2015

Chi inquina paga! La legge è in Gazzetta.



Ne avevo già parlato in un post qui, adesso la legge sui delitti ambientali è entrata in vigore. Il 22 maggio il Presidente della Repubblica ha firmato il provvedimento che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 28 maggio:


Adesso si potrà fare riferimento alla 122/2015. Un'arma in più contro gli ecoreati, sperando che questa possa servire a evitare ulteriori sfregi al patrimonio ambientale.

martedì 28 aprile 2015

Per una volta primi? No ancora una volta primi!



Credo che il risultato sia straordinario e non potrebbe essere altrimenti visto che siamo

'O paese d' 'o sole

Secondo il Photovoltaic Power System Programme dell'agenzia internazionale dell'Energia (IEA PVPS) l'Italia è il Paese con il più alto contributo al mondo di fotovoltaico nella domanda elettrica. Con il 7,9% precediamo la Grecia (7,6%) e la Germania (7%). La fortuna dell'Italia, diversamente dalla Germania, sta nella proprio posizione geografica. I tedeschi hanno dovuto investire molte risorse per arrivare a ottenere questo risultato. Basterebbe così poco per migliorare ancora perché il fotovoltaico in Italia è facilmente sfruttabile e dovrebbe restare un asset strategico nelle politiche energetiche del Governo.


lunedì 9 marzo 2015

Chi inquina paga!



Finalmente le pene per i reati ambientali diventeranno più pesanti. Verrà seguito il principio secondo cui "chi inquina paga", dettato dall'Unione Europea e contenuto nella Direttiva 2004/35/CE recepita in Italia dal D. Lgs. 152/2006 (Codice Ambientale). Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il ddl sui reati ambientali contenente l'inasprimento delle sanzioni. Sono stati quindi introdotti all'interno del codice penale nuovi illeciti, come l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale e l'abbandono di sostanze radioattive.

Danno ambientale
Verrà punito con la reclusione da due a sei anni e cono la multa da 10 mila a 100 mila euro. Finalmente chi provocherà una compromissione o un deterioramento rilevante del suolo, del sottosuolo, dell'aria e delle acque, dell'ecosistema, della biodiversità (anche agraria), della flora o della fauna selvatica verrà giustamente trattato secondo quanto introdotto nel Codice di Procedura Penale.
La pena è aumentata se l'inquinamento viene prodotto in zone tutelate, in aree naturali e se il danno avviene a discapito di specie animali o vegetali protette.

Disastro ambientale
Chi si macchierà del reato di disastro ambientale verrà punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Il disastro ambientale è un'alterazione irreversibile dell'equilibrio dell'ecosistema o una alterazione la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali.

Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività
È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 10 mila a 50 mila euro chi cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene o trasferisce materiale ad alta radioattività. La pena è aumentata se da queste attività deriva il pericolo di compromissione o deterioramento del suolo o dell’ecosistema.

Anche chi chi intralcia i controlli verrà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

martedì 24 febbraio 2015

2014 boom di investimenti nelle energie rinnovabili, ma non in Europa



Bloomberg New Energy Finance (BNEF) in un rapporto appena pubblicato, spiegano come fotovoltaico e eolico off-shore abbiano trainato, a livello globale, la scalata agli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Questi dati mostrano come, nel 2014, vi sia stato un aumento del +16%, per un totale di 310 miliardi di dollari.

Pur fidandomi dell'assoluta veridicità della fonte, in Europa non abbiamo assistito a un incremento delle rinnovabili ma, dalle mie esperienze personali, mi è sembrato addirittura che il mercato stia vivendo una fase di contrazione. Infatti, proseguendo nella lettura dell'articolo, si viene a conoscenza che il nostro continente è:

"l’unico grande mercato dell’energia pulita a restare sostanzialmente stabile, con un misero +1% che ha portato la quota degli investimenti a 66 miliardi di dollari."

A farla da padrone, come al solito negli ultimi anni, sono i cinesi balzati al 32%, toccando il record di 89 miliardi di dollari. In parte, penso che questo marcato aumento sia imputabile alle disastrose condizioni ambientali delle città cinesi e che Pechino sia alla ricerca di una soluzione al problema dello smog.

Perché allora non cavalcare l'onda e offrire il know-how tecnico appreso negli ultimi anni? Paesi come Cina, Stati Uniti, Brasile, India e Sud Africa potrebbero essere un ottimo mercato per esportare i servizi relativi al campo delle energie rinnovabili in attesa di una ripresa degli investimenti nel Vecchio Continente.

venerdì 23 gennaio 2015

Proroga delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico




La legge di stabilità del 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), oltre ad introdurre il nuovo regime dei minimi, ha prorogato al 31 dicembre 2015, nella misura del 65%, la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Altra novità è l'estensione dell'agevolazione ad altre tipologie di intervento. In particolare, durante il 2015, si potrà usufruire della detrazione anche per l'acquisto e posa in opera di:
  • schermature solari, nel limite di 60.000 €;
  • impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di 30.000 €.

Come sempre l'agevolazione fiscale consiste nella detrazione dall'Irpef (per persone fisiche) e dall'Ires (per le società) in seguito a interventi volti ad aumentare il livello di efficienza energetica di edifici esistenti. In particolare la detrazione viene applicata alle spese sostenute per:
  • la riduzione del fabbisogno per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell'edificio;
  • l'installazione dei pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Come tutte le detrazioni d'imposta, anche in questo caso c'è un limite massimo. L'eccedenza rispetto alla soglia non è quindi soggetta a richieste di rimborso.

Speriamo che tali misure riescano in qualche modo ad aiutare tutti quelli che lavorano nell'edilizia. Sempre di più, al giorno d'oggi, vedo nel recupero del patrimonio edilizio esistente una via da seguire, nella quale investire risorse in modo da aumentare il nostro know-how tecnico. La proroga di queste agevolazioni è la prova di una volontà politica in questo senso. 

giovedì 20 novembre 2014

SALVIAMO LE ALPI APUANE


Il Pizzo dell'Uccello 1781 m s.l.m.


Sono da sempre un appassionato della Montagna, mi piace camminare, fare sci alpinismo, arrampicare e godere dei paesaggi meravigliosi che solo la Montagna sa offrire.

Alcuni anni fa, per lavoro, dovetti recarmi a Sestri Levante. Provenendo dal Trentino-Alto Adige decidemmo di andare a Parma e da lì prendere l'autostrada A15 in direzione La Spezia. Questa è detta anche autostrada della Cisa in quanto supera l'Appennino Tosco-Emiliano presso il valico della Cisa. Proprio scendendo da questo passo, sulla sinistra, vidi un gruppo montuoso che stuzzicò la mia attenzione. Erano le Alpi Apuane. Così diverse dall'Appennino e così maestose, una vista sicuramente molto appagante per un amante della Montagna. In seguito ho iniziato a conoscere le Apuane anche grazie ai racconti di un mio amico che è solito frequentarle.

La roccia che compone queste montagne è il marmo e ai loro piedi si trova il comune di Carrara. Qui si estrae e si lavora il marmo di Carrara, probabilmente il marmo bianco più famoso al mondo. Essendo così pregiato e richiesto è una risorsa economica in grado di movimentare ingenti capitali. Ovviamente, come spesso accade, il denaro diventa più importante della salvaguardia del territorio e dell'ambiente.

Le cave viste da Campo Cecina (fonte Wikipedia).


Come si può vedere dalla foto, le cave non risparmiano nulla, sventrano le montagne, erodono i passi e i crinali. Addirittura 70 delle 300 cave attive sono all'interno del Parco naturale riconosciuto dell'Unesco. La lobby del marmo è molto potente perché, ovviamente, gli interessi in gioco sono molto alti e la politica, che dovrebbe conciliare questa attività economica con la salvaguardia del territorio e del paesaggio, è assente.

lunedì 10 novembre 2014

PIOVE, GOVERNO LADRO! ANZI NO...


La piena del fiume Sarca nel 1980 vista dal ponte di Arco.


Le piogge intense e il maltempo degli ultimi giorni mi hanno fatto riflettere. Perché qui in Trentino dove abito non ci sono stati danni? Eppure qui a Lavis il torrente Avisio non lasciava presagire nulla di buono.

Sabato mi sono imbattuto in questo articolo dell'Avvenire: "Trento, quando la prevenzione è possibile". A questo punto, una volta letto l'articolo, posso affermare che le 27 idrovore del Ctb (Consorzio trentino di bonifica) hanno funzionato alla perfezione, perché non mi è giunta voce di allagamenti qui nei dintorni.

Il “PECCATO ORIGINALE” è fondamentalmente sempre lo stesso cioè il consumo di territorio. Immaginatevi cosa sarebbe il territorio senza l'intervento dell'uomo. Con grande sforzo immagino la Valle dell'Adige priva di coltivazioni con il fiume libero di muoversi. L'acqua scava, erode e quindi modella il paesaggio.

Senza l'intervento dell'uomo il fiume tende a riprendersi il suo spazio, quindi, visto che lo usiamo per le nostre attività economiche, penso che sia giusto investire anche nella sua protezione. Non si può pretendere di avere un guadagno fine a se stesso.

Ovviamente non voglio addentrarmi nell'annosa questione dell'eccessivo consumo del territorio, vi sono organi decisionali preposti a tale scopo. Il mio pensiero vuole solo evidenziare come, una volta intrapreso il cambiamento di uso del suolo, si debba pensare anche al suo mantenimento e alla sua protezione. Le decisioni di questo tipo dovrebbero essere prese considerando un'ottica globale così come, secondo il mio modestissimo parere, è stato fatto nella Provincia Autonoma di Trento.