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martedì 17 gennaio 2017

I sistemi di accumulo elettrico: una scommessa vincente?

Come ripensare l'energia con le rinnovabili e lo storage


Costi in continua diminuzione dell’eolico e del solare FV, aste sempre più competitive in tutto il mondo, innovazione tecnologica per l’accumulo elettrico: così le fonti pulite continuano a guadagnare terreno sui combustibili fossili secondo IRENA, accelerando la transizione energetica globale.



Innovazione tecnologica e regole di mercato per ripensare l’energia: questo è il succo del rapporto pubblicato da IRENA (International Renewable Energy Agency), l’agenzia internazionale che promuove la transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili.

Per l'intero articolo si rimanda alle news di QualEnergia.it:

martedì 10 gennaio 2017

Atto finale sullo "Spalmaincentivi fotovoltaico"


La Corte Costituzionale ne ha sancito la legittimità




La Corte Costituzionale, con decisione presa il 7 dicembre e anticipata con un comunicato stampa in attesa della pubblicazione della sentenza con le motivazioni, ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 26, commi 2 e 3 del DL competitività n. 91/2014. Ma facciamo un passo indietro...

Per l'intero articolo si rimanda alla sezione news del sito del Polo Tecnologico per l'Energia S.r.l.:

martedì 28 aprile 2015

Per una volta primi? No ancora una volta primi!



Credo che il risultato sia straordinario e non potrebbe essere altrimenti visto che siamo

'O paese d' 'o sole

Secondo il Photovoltaic Power System Programme dell'agenzia internazionale dell'Energia (IEA PVPS) l'Italia è il Paese con il più alto contributo al mondo di fotovoltaico nella domanda elettrica. Con il 7,9% precediamo la Grecia (7,6%) e la Germania (7%). La fortuna dell'Italia, diversamente dalla Germania, sta nella proprio posizione geografica. I tedeschi hanno dovuto investire molte risorse per arrivare a ottenere questo risultato. Basterebbe così poco per migliorare ancora perché il fotovoltaico in Italia è facilmente sfruttabile e dovrebbe restare un asset strategico nelle politiche energetiche del Governo.


giovedì 23 aprile 2015

Le pompe di calore: tecnologia conveniente o da evitare?



Negli ultimi anni si è creato un gran clamore attorno all'adozione delle pompe di calore per il riscaldamento residenziale, ma sono convenienti?

A dire la verità non provo molta simpatia per questo tipo di tecnologia che "produce calore a partire da una sorgente fredda", in quanto l'esperienza mi insegna che, spontaneamente, il calore è un flusso di energia che va da una temperatura maggiore a una temperatura minore. Nel caso della pompa di calore ciò è possibile grazie all'apporto di lavoro esterno cioè, nella maggior parte delle macchine in commercio, grazie all'apporto di energia elettrica. Le pompe di calore possono essere viste quindi, in un certo senso, come delle "caldaie elettriche".

Esistono diversi tipi di macchine: aria-aria (il classico climatizzatore per intenderci), aria-acqua e acqua-acqua (utilizzate per lo più in ambito geotermico). Le prime sono le più economiche e semplici da installare; le aria-acqua e le acqua-acqua costano di più perché vanno integrate con l'impianto di riscaldamento, con un boiler per l'acqua calda sanitaria e, per quanto riguarda l'ultima tipologia, con un pozzo. Le aria-aria vanno da 250-300 euro a kW, fino a 700-800 nelle installazioni più problematiche. Le aria-acqua da 300 a 900, mentre le geotermiche vanno da 800 a 1600-1700 euro a kW (fonte: www.qualenergia.it).

Prima di pensare all'adozione di una pompa di calore bisogna tenere in considerazione:
  1. il luogo di installazione. Una pompa di calore installata a Rimini sarà sicuramente più performante di una installata a Brescia. La fascia climatica conta tantissimo perché la temperatura può influenzare le prestazioni.
  2. la tipologia di edificio. Un edificio in classe energetica A con riscaldamento a pavimento e sicuramente più indicato di un edificio in classe G con riscaldamento a termosifoni.
  3. l'utilizzo. Una pompa di calore è meglio utilizzarla anche per il raffrescamento oltre che per il riscaldamento.
Inoltre, se si intende accoppiare la macchina con un impianto solare fotovoltaico, bisogna tener conto che la produzione elettrica avviene durante il giorno e che quindi, se la casa non viene abitata nelle ore diurne, bisogna prendere in considerazione l'adozione di un qualche accumulo elettrico (batterie) o termico (puffer di acqua tecnica).

In conclusione, a mio modo di vedere, le pompe di calore possono essere molto convenienti solamente se installate con gli opportuni accorgimenti tecnici.

martedì 24 febbraio 2015

2014 boom di investimenti nelle energie rinnovabili, ma non in Europa



Bloomberg New Energy Finance (BNEF) in un rapporto appena pubblicato, spiegano come fotovoltaico e eolico off-shore abbiano trainato, a livello globale, la scalata agli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Questi dati mostrano come, nel 2014, vi sia stato un aumento del +16%, per un totale di 310 miliardi di dollari.

Pur fidandomi dell'assoluta veridicità della fonte, in Europa non abbiamo assistito a un incremento delle rinnovabili ma, dalle mie esperienze personali, mi è sembrato addirittura che il mercato stia vivendo una fase di contrazione. Infatti, proseguendo nella lettura dell'articolo, si viene a conoscenza che il nostro continente è:

"l’unico grande mercato dell’energia pulita a restare sostanzialmente stabile, con un misero +1% che ha portato la quota degli investimenti a 66 miliardi di dollari."

A farla da padrone, come al solito negli ultimi anni, sono i cinesi balzati al 32%, toccando il record di 89 miliardi di dollari. In parte, penso che questo marcato aumento sia imputabile alle disastrose condizioni ambientali delle città cinesi e che Pechino sia alla ricerca di una soluzione al problema dello smog.

Perché allora non cavalcare l'onda e offrire il know-how tecnico appreso negli ultimi anni? Paesi come Cina, Stati Uniti, Brasile, India e Sud Africa potrebbero essere un ottimo mercato per esportare i servizi relativi al campo delle energie rinnovabili in attesa di una ripresa degli investimenti nel Vecchio Continente.

venerdì 23 gennaio 2015

Proroga delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico




La legge di stabilità del 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), oltre ad introdurre il nuovo regime dei minimi, ha prorogato al 31 dicembre 2015, nella misura del 65%, la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Altra novità è l'estensione dell'agevolazione ad altre tipologie di intervento. In particolare, durante il 2015, si potrà usufruire della detrazione anche per l'acquisto e posa in opera di:
  • schermature solari, nel limite di 60.000 €;
  • impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di 30.000 €.

Come sempre l'agevolazione fiscale consiste nella detrazione dall'Irpef (per persone fisiche) e dall'Ires (per le società) in seguito a interventi volti ad aumentare il livello di efficienza energetica di edifici esistenti. In particolare la detrazione viene applicata alle spese sostenute per:
  • la riduzione del fabbisogno per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell'edificio;
  • l'installazione dei pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Come tutte le detrazioni d'imposta, anche in questo caso c'è un limite massimo. L'eccedenza rispetto alla soglia non è quindi soggetta a richieste di rimborso.

Speriamo che tali misure riescano in qualche modo ad aiutare tutti quelli che lavorano nell'edilizia. Sempre di più, al giorno d'oggi, vedo nel recupero del patrimonio edilizio esistente una via da seguire, nella quale investire risorse in modo da aumentare il nostro know-how tecnico. La proroga di queste agevolazioni è la prova di una volontà politica in questo senso. 

martedì 16 dicembre 2014

L'Empire State Building "mostra" sostenibilità



Sono appena ritornato da un viaggio negli Stati Uniti, per l'esattezza da New York, dove non ho potuto non andare a visitare uno dei simboli della città: l'Empire State Building.

Situato a Manhattan tra la Fifth Avenue e la West 34th Street dal 1931 al 1967 ha detenuto il record di grattacielo più alto al mondo. Questa imponente costruzione, per anni, è stata sicuramente anche un "mostro" energivoro.

Essendo capitato li per caso sul tardo pomeriggio ho deciso di concedermi il tempo per una visita alla terrazza panoramica dell'ottantaseiesimo piano. Superata la coda iniziale per i biglietti e varcati i controlli di sicurezza, mi sono imbattuto in una vera e propria mostra sulle iniziative volte all'ammodernamento in ottica sostenibile di questo simbolo americano. Infatti, a partire dal 2009, è stato intrapreso un cammino volto al risparmio energetico. Per esempio ora i vetri delle finestre sono basso emissivi, il sistema di riscaldamento è stato ripensato e rinnovato e vengono utilizzate moderne tecniche per l'illuminazione. I tecnici hanno stimato che, una volta concluse tutte le lavorazioni necessarie, l'Empire State Building ridurrà l'utilizzo totale di energia di oltre il 38%, i costi energetici di 4,4 milioni di dollari l'anno e le emissioni di anidride carbonica di 105.000 tonnellate nel corso dei prossimi 15 anni.

Secondo la mia modestissima opinione di cittadino europeo, tutto ciò non è di per se così eclatante da sentire il dovere di dedicare una mostra ma, in ottica statunitense, è un vero e proprio punto di svolta. Nella terra del consumismo sfrenato, degli eccessi e dei consumi senza senso si sta facendo strada l'idea che questo tipo di atteggiamento non è più sostenibile. Qualcosa forse sta cambiando anche oltre oceano, sintomo che la strada da seguire è proprio questa perché è forse l'unica.

mercoledì 19 novembre 2014

CRESCITA ECONOMICA E RISORSE SCARSE


"Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un pazzo, oppure un economista"

Kenneth Boulding (economista inglese)

Penso che molti di voi tutti i giorni entrino in macchina e, nel traffico, si rechino al lavoro. Avete mai pensato a quanto combustibile viene consumato ogni mattina nella nostre città esclusivamente per l'autotrazione? Magari qualcuno se lo è ancora chiesto vedendo tutte quelle auto in circolazione. Pensate allora a quante città ci sono nella vostra regione e adesso provate a pensare ai consumi in tutta l'Italia, in tutta l'Europa e in tutto il Mondo. I numeri sono sicuramente consistenti.

Tutti i giorni vengono consumate tonnellate e tonnellate di prodotti di ogni genere. Una frazione di essi può essere sicuramente riciclata ma, in ogni caso, la gran parte delle risorse verrà "persa" per un tempo indefinito. Quindi, per preservare il più possibile la poca materia prima a disposizione, sarebbe importante rivalutare ogni nostra azione alla luce del programma delle otto R:


  1. rivalutare;
  2. ricontestualizzare;
  3. ristrutturare;
  4. rilocalizzare cioè consumando prodotti locali;
  5. ridistribuire;
  6. ridurre
  7. riutilizzare;
  8. riciclare.

Ecco perché, ponendomi nell'ottica della professione di ingegnere, penso che sia molto importante focalizzare l'attenzione sulle ristrutturazioni anziché sulle nuove costruzioni. La strada da intraprendere è quella del recupero del patrimonio edilizio esistente piuttosto che la creazione di nuove strutture, in particolar modo durante questo periodo di crisi e soprattutto in Italia, dove ci sono una miriade di edifici vecchi ed energicamente inefficienti da migliorare.


venerdì 7 novembre 2014

OUT OF MY COMFORT ZONE





Nel primo post del mio nuovo blog vorrei brevemente spiegare il perché di questa decisione. Perché aprire un blog per parlare della mia professione di Ingegnere?

Semplicemente, perché come si evince da titolo, ormai sono fuori dalla mia zona di comfort. Ho sempre lavorato come dipendente ma dai primi di Agosto mi sono ritrovato a non avere più un lavoro con retribuzione fissa. Dopo anni di contratti a tempo determinato, prima in un'azienda e poi in un'altra, mi è stato detto: “ci dispiace, lei è un'ottima risorsa non è uno che, mi lasci passare il turpiloquio, cazzeggia, ma le contrazioni del mercato ci inducono a non rinnovarle il contratto.” Mancavano 12 giorni alla scadenza del contratto e 12 erano i giorni di ferie maturati. Chiesi di poter usufruire di queste ferie, che mi vennero accordate, e decisi di mettermi nuovamente alla ricerca di un lavoro come già avevo fatto in passato.

Il seguito potete anche intuirlo, molti di voi ci saranno passati, scrivere Curriculum Vitae, cercare annunci di lavoro, posizioni aperte e inviare e-mail. Forse la mia strategia è sbagliata, come mi è stato detto non molto tempo fa in un corso promosso dall'Ordine degli Ingegneri di Trento perché il Curriculum Vitae va portato a mano a detta del relatore, ma questa volta rispetto a qualche anno fa le cose vanno diversamente. Pochi anzi pochissimi, praticamente nessuno, risponde alle mie candidature anche solo per dire no. Poche anzi pochissime sono anche le posizioni aperte rispetto a qualche anno fa.

Che la Crisi del 2008 sia arrivata al culmine? Che il peggio debba ancora arrivare? Purtroppo non conosco le risposte ma sono curioso e mi faccio delle domande e vado alla ricerca di informazioni.

Ecco spiegato il perché di questo blog nel quale analizzerò le mie curiosità cercando di fornire spunti per me stesso, per la mia professione e per chi li vorrà leggere. Una specie di corso di formazione per il mio essere Ingegnere perché, oltre a trovare contatti e clienti, sento il bisogno di essere preparato e ho bisogno di essere anch'io RINNOVABILE nel mio lavoro.