martedì 17 febbraio 2015

Proroga della scadenza per l'autocertificazione dei 15 CFP

Ormai è noto che ogni Ingegnere che voglia lavorare come libero professionista debba dimostrare il proprio costante aggiornamento.

Con la Circolare CNI 485 Autocertificazione CFP il Consiglio Nazionale degli Ingegneri proroga la scadenza per l'invio del modulo di autocertificazione e per il caricamento dei dati nella piattaforma http://www.formazionecni.it.

Si comunica che è stata posticipata al 28 febbraio 2015 la scadenza per l'invio dell'autocertificazione per i 15 CFP dovuti all'aggiornamento informale legato all'attività professionale svolta nell'anno 2014.

La compilazione è molto semplice e viene fatta per via telematica. Una volta inseriti i primi dati verrà inviata una mail con l'indirizzo al quale accedere per la compilazione. Se tale indirizzo non viene attivato entro un certo lasso temporale, la sessione scadrà e bisognerà richiedere nuovamente il link per la compilazione del modulo. Una volta finito verrà inviata una mail riepilogativa.

Molto importante è la descrizione delle attività formative svolte mentre il resto è di contorno, non serve quindi soffermarsi troppo sulla descrizione della propria attività (libero professionista, dipendente, ecc.).

mercoledì 11 febbraio 2015

Prestazioni occasionali

Mi sono ritrovato più volte, nel corso della mia attività professionale, a discutere del comma 3 dell'articolo 61 del D.Lgs. 10-9-2003 n. 276 (legge Biagi). Come sempre in Italia non esiste una spiegazione chiara e precisa e anche in questo caso le interpretazioni sono molteplici e poco chiare.

"Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali..."

Il "presente capo" citato qui sopra fa ovviamente riferimento al TITOLO VII del D.Lgs. in oggetto e più precisamente alle "TIPOLOGIE CONTRATTUALI A PROGETTO E OCCASIONALI Capo I Lavoro a progetto e lavoro occasionale".
Da una prima lettura di tale comma l'interpretazione potrebbe sembrare chiara e concisa:

CHI È ISCRITTO A UN ALBO NON PUÒ EFFETTUARE PRESTAZIONI OCCASIONALI

escludendo in questo modo moltissimi professionisti che, per un motivo o per un altro, non esercitano in modo continuativo la libera professione. Questo tipo di interpretazione, secondo la mia opinione, è ingiusta soprattutto in un periodo storico-economico come il nostro. La prestazione occasionale, ovviamente fatta seguendo il suo carattere di occasionalità, potrebbe essere utilizzata come trampolino di lancio per i lavoratori in procinto di partire con la libera professione. Ovviamente tutto quello che non rientra all'interno dell'occasionalità andrebbe contrastato. Perché però impedire anche quelle rarissime opportunità di mettersi in gioco e provare a essere imprenditori di se stessi?

A quanto pare il Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha pensato di produrre una nota con lo scopo di fare chiarezza a riguardo, in attesa che nelle sedi competenti vengano forniti opportuni chiarimenti legislativi. Nella circolare CNI n. 488 viene esplicitato che:

"Il documento allegato evidenzia che l'scritto all'Albo che non eserciti in modo abituale attività di lavoro autonomo, cioè che non svolge lavoro autonomo con regolarità, sistematicità ed operatività, può svolgere una prestazione di lavoro occasionale, solo se essa ha caratteristiche di saltuarietà, di eccezionalità, di non ripetitività, e venga effettuato in proprio senza vincolo alcuno di subordinazione del committente; in tali condizioni, presenti tutte contemporaneamente, non vi è la necessità di disporre di partita IVA."

Vista la presa di posizione da parte del Consiglio Nazionale degli Ingegneri penso che d'ora in poi non vi siano più dubbi. Aspettiamo che arrivino chiarimenti da parte del legislatore.

venerdì 23 gennaio 2015

Proroga delle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico




La legge di stabilità del 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), oltre ad introdurre il nuovo regime dei minimi, ha prorogato al 31 dicembre 2015, nella misura del 65%, la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Altra novità è l'estensione dell'agevolazione ad altre tipologie di intervento. In particolare, durante il 2015, si potrà usufruire della detrazione anche per l'acquisto e posa in opera di:
  • schermature solari, nel limite di 60.000 €;
  • impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di 30.000 €.

Come sempre l'agevolazione fiscale consiste nella detrazione dall'Irpef (per persone fisiche) e dall'Ires (per le società) in seguito a interventi volti ad aumentare il livello di efficienza energetica di edifici esistenti. In particolare la detrazione viene applicata alle spese sostenute per:
  • la riduzione del fabbisogno per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell'edificio;
  • l'installazione dei pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Come tutte le detrazioni d'imposta, anche in questo caso c'è un limite massimo. L'eccedenza rispetto alla soglia non è quindi soggetta a richieste di rimborso.

Speriamo che tali misure riescano in qualche modo ad aiutare tutti quelli che lavorano nell'edilizia. Sempre di più, al giorno d'oggi, vedo nel recupero del patrimonio edilizio esistente una via da seguire, nella quale investire risorse in modo da aumentare il nostro know-how tecnico. La proroga di queste agevolazioni è la prova di una volontà politica in questo senso. 

mercoledì 14 gennaio 2015

Durante la Crisi c'è chi trova lavoro...i pensionati




Sul sito de "Il Sole 24 Ore" ho potuto leggere questo interessante articolo.

"Il Centro studi di Confindustria ha rilevato come negli anni della crisi il numero di occupati più anziani (tra i 55 e i 64 anni) sia aumentato mentre diminuiva quello dei più giovani (25-34enni): il primo è cresciuto di 1,1 milioni e il secondo è sceso di 1,6 milioni."

I primi vorrebbero starsene a casa i secondi vorrebbero lavorare, e avrebbero molte idee da mettere in campo. Entrambi hanno una cosa in comune: hanno fatto tutti LA STESSA IDENTICA SCUOLA E UNIVERSITA'.

Inizialmente ho pensato che anche i pensionati, come tutti in tempo di Crisi, si siano ritrovati a dover arrotondare la misera pensione. Proseguendo nella lettura dell'articolo ho cambiato idea.

"Tra i pensionati che continuano a lavorare il tasso di occupazione risulta essere maggiore per redditi maggiori. Si passa dal 10,2% di chi guadagna tra i 500 e i 2000 € al 23,9% di chi guadagna sopra i 3000 €. Tutto questo senza contare chi lavora in nero."

A questo punto è evidente che non siano solo "poveri" pensionati. Penso che 3000 € al mese siano un guadagno più che rispettoso anzi, guadagnassi certe cifre mi sentirei a dir poco ricco. In ogni caso non è la prima volta che sento parlare di pensionati con incarichi (presumo remunerati) presso fondazioni, enti, ecc. Queste persone una volta raggiunta una posizione si radicano e neanche la pensione può scalzarli dal loro seggio. Questo danneggia notevolmente il sistema Paese, avranno sicuramente molta esperienza ma ci sarebbero giovani molto più dinamici e inclini al cambiamento rispetto a loro. Giovani in grado di traghettarci verso il futuro.

Non voglio dire che questi pensionati non siano in grado di svolgere il proprio lavoro, ma penso che abbiano già dato e che la pensione sia la loro giusta ricompensa per il loro contributo.

Spazio ai giovani dunque.

giovedì 8 gennaio 2015

Traduzioni tecniche



Finite le scuole medie, all'atto della scelta del percorso da intraprendere, come ogni adolescente che si rispetti, ero molto confuso. All'epoca le materie scientifiche non mi appassionavano e per questo motivo le avevo escluse dalle mie scelte, esperienza che al momento dell'iscrizione all'università si sarebbe completamente capovolta. Mi orientai verso il liceo classico e il liceo linguistico e, per una serie di cause e motivi, decisi che avrei frequentato il secondo.

Il primo impatto non fu proprio dei più rosei, per mancanza di studio e per svogliatezza i risultati tardavano ad arrivare. In ogni caso, dal terzo anno in poi mi appassionai alle lingue, soprattutto al francese per la straordinaria capacità di insegnamento della professoressa. Inizialmente furono dettati a sorpresa e brutti voti ma nell'anno della maturità ero in grado di leggere un intero libro in lingua cosa, secondo me, assolutamente straordinaria.

Successivamente, nella mia vita professionale ma anche in quella privata, è capitato di imbattermi in testi tecnici a dir poco ridicoli. Mi sono fatto l'idea che la tendenza generale sia quella del fai da te per risparmiare denaro e risorse. Molti pensano che basti poco per tradurre un testo, che tanto su internet si possano trovare traduttori automatici e che il proprio nipote per 50 € riesca tranquillamente nell'impresa. Io a questo punto mi sono chiesto se veramente ne valga la pena o se non sia meglio rivolgersi a un professionista.

Chi meglio di un ingegnere potrebbe tradurre un testo tecnico se in possesso di adeguate conoscenze linguistiche? Ovviamente potrei tradurre esclusivamente da un'altra lingua all'italiano perché solo un madrelingua ha la padronanza e la sensibilità di rendere un testo. In passato mi sono già misurato con esperienze simili, infatti ho tradotto alcuni manuali tecnici di un impianto a olio diatermico. Con qualche aiuto ho pensato di contattare una società di traduzione e vedere che possibilità può offrire questo ambito.

venerdì 19 dicembre 2014

Il regime fiscale dei minimi cambia...in peggio



Si cambia!!!

All'interno della Legge di Stabilità per il 2015 verrà introdotto il nuovo regime dei minimi, non più soglia di 30.000 euro all'anno con aliquota agevolata al 5% ma il limite massimo sarà di 15.000 euro con un'imposta sostitutiva al 15%. Credo non servano fare tante simulazioni per capire che, in questo modo, i professionisti e chi è intenzionato a intraprendere la carriera in proprio verranno pesantemente penalizzati. Soprattutto la seconda categoria, cioè chi non è ancora ben avviato e non può contare su un grosso giro di clienti, vedrà sicuramente tempi più bui di quelli già preventivati.

Più che altro mi chiedo che impatto possano avere al risanamento dei conti pubblici i piccoli professionisti che, probabilmente, sono una delle poche categorie sociali a pagare regolarmente le tasse. Ovviamente ritengo che l'imposta al 5% sia molto vantaggiosa e che si potrebbe anche alzare di qualche punto in percentuale ma, penso che abbassare la soglia a 15.000 euro sia veramente un grosso problema. È proprio il giro di affari dei giovani professionisti quello che si aggira poco al di sopra di questa cifra.

Addirittura, secondo la Rete delle Professioni Tecniche, "se si ipotizza un compenso annuo di 15 mila euro e costi deducibili per 3 mila euro (vale a dire una spesa media mensile di 300 euro), col regime forfetario modificato si pagherebbero circa 30 euro in più che con il sistema ordinario". Ma allora che regime agevolato può essere? Meglio il regime ordinario? Ovviamente qualcuno risponderà: "devi farti due conti e vedere cosa ti conviene".

Come al solito la politica emana leggi senza considerare l'insieme Paese, proprio perché la politica non rappresenta la totalità del Paese. Fortunatamente il Consiglio Nazionale degli Ingegneri è intervenuto chiedendo al Senato di correggere quanto votato dalla Camera dei Deputati, speriamo riescano a farsi portavoce del disagio avvertito dall'intera categoria.

martedì 16 dicembre 2014

L'Empire State Building "mostra" sostenibilità



Sono appena ritornato da un viaggio negli Stati Uniti, per l'esattezza da New York, dove non ho potuto non andare a visitare uno dei simboli della città: l'Empire State Building.

Situato a Manhattan tra la Fifth Avenue e la West 34th Street dal 1931 al 1967 ha detenuto il record di grattacielo più alto al mondo. Questa imponente costruzione, per anni, è stata sicuramente anche un "mostro" energivoro.

Essendo capitato li per caso sul tardo pomeriggio ho deciso di concedermi il tempo per una visita alla terrazza panoramica dell'ottantaseiesimo piano. Superata la coda iniziale per i biglietti e varcati i controlli di sicurezza, mi sono imbattuto in una vera e propria mostra sulle iniziative volte all'ammodernamento in ottica sostenibile di questo simbolo americano. Infatti, a partire dal 2009, è stato intrapreso un cammino volto al risparmio energetico. Per esempio ora i vetri delle finestre sono basso emissivi, il sistema di riscaldamento è stato ripensato e rinnovato e vengono utilizzate moderne tecniche per l'illuminazione. I tecnici hanno stimato che, una volta concluse tutte le lavorazioni necessarie, l'Empire State Building ridurrà l'utilizzo totale di energia di oltre il 38%, i costi energetici di 4,4 milioni di dollari l'anno e le emissioni di anidride carbonica di 105.000 tonnellate nel corso dei prossimi 15 anni.

Secondo la mia modestissima opinione di cittadino europeo, tutto ciò non è di per se così eclatante da sentire il dovere di dedicare una mostra ma, in ottica statunitense, è un vero e proprio punto di svolta. Nella terra del consumismo sfrenato, degli eccessi e dei consumi senza senso si sta facendo strada l'idea che questo tipo di atteggiamento non è più sostenibile. Qualcosa forse sta cambiando anche oltre oceano, sintomo che la strada da seguire è proprio questa perché è forse l'unica.